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Laureati ma senza lavoro. 200.000 solo in Italia

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Il dato Istat conferma l’amara verità sui giovani italiani laureati che non trovano lavoro. Nel 2012 è stato registrato un aumento del 28% rispetto all’anno precedente, in cifre sono circa 200.000 i giovani che hanno una formazione univeristaria ma che non riescono ad entrare nel mondo del lavoro.

La differenza tra chi possiede una laurea triennale e specilistica c’è, anche se il dato non entusiasma molto. Sono circa il 22,9% i disoccupati in possesso di titolo triennale contro il 20,7% di chi invece ha proseguito con la laurea specialistica, i famosi 3+2, circa il 3,5% in più rispetto il 2012. Se le lauree ad indirizzo umanistico hanno un distacco abbastanza rilevante di occupazione rispetto a quelle scientifiche, la crisi ha toccato anche chi ha scelto un percorso di studi più “impegnativo”, tra medicina, legge ed architettura è stato registrato un incremento di disoccupati del 2% rispetto il 2011.

Secondo il XV rapporto AlmaLaurea rivelato 12 giorni fa all’università Foscari di Venezia, dal 2007 al 2011 nel nostro paese si è assistito ad un’inversione di tendenza: Chi possiede un profilo professionale elevato
trova più difficoltà nel cercare un’occupazione, diversamente da quanto avviene in altri paesi, primo tra tutti il Regno Unito a seguire i Paesi Bassi e la Francia. Il rapporto ha evidenziato anche la situazione europea, secondo i dati Eurostat la percentuale di inoccupazione di chi possiede una laurea è del 31%, non sono da meno gli Stati Uiti. Dell’ermergenza americana il NY times ha di recente dedicato un articolo intitolandolo “The No-Limits Job” criticado la formula delle assunzioni “22-22-22″: ventiduenni, al lavoro 22 ore al giorno con una paga di 22 mila dollari l’anno. L’articolo del Times mette a confronto le esperienze lavorative di vari giovani che hanno vissuto in prima persona questo tipo di formula, che potrà sembrare esagerata ma basta leggere alcune righe per scorgere delle storie di lavoro-tortura, persone che lavorano anche 70 ore a settimana per guadagnare 500 dollari al mese.

Secondo un’indagine realizzata da Excelsior, Unioncamere e ministero del Lavoro, il problema della riduzione della domanda di personale qualificato all’interno delle aziende è dato dal fatto che la maggior parte delle imprese italiane per conformazione non hanno bisogno di un elevato numero di addetti altamenti qualificati e questo è il dato che ne conferma la tesi: nel 2012 su 407mila assunzioni solo 14,5% ha riguardato i laureati mentre il 32,3% degli impieghi è stato destinato a personale senza qualifiche specifiche. Mentre aziende più propense ad allacciare rapporti di lavoro internazionali hanno bisogno di addetti altrettanto preparti ed altamente esperti, ma in Italia di queste aziende se ne contano davvero poche.


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